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l'intelligenza degli elettricisti
CULTURA
8 novembre 2009
Dove vanno le iguane quando piove

iguane_small_01

Caleidoscopio.

Sapete cosa succede quando guardate dentro uno di quei cilindri di cartone o di metallo con dentro tanti pezzi di vetro colorati?

Agendo sul meccanismo di rotazione del cilindro, modificate la disposizione di quei pezzi di vetro e appare ai vostri occhi un’immagine di volta in volta diversa e scintillante.

E’ questa l’impressione che ho ricevuto leggendo il sorprendente primo romanzo di una giovane scrittrice esordiente “DOVE VANNO LE IGUANE QUANDO PIOVE” di Antiniska Pozzi (Cabila Edizioni)

Al centro del romanzo stanno due storie di donne, che vivono a Milano : Olivia e Dora.

antiniska

La prima tornando un giorno a casa trova nel suo appartamento il cadavere di uno sconosciuto. Non presenta segni di violenza . Sembra semplicemente un uomo addormentato. Olivia si fa delle domande e cerca di darsi delle risposte :

Uno che dorme: sul pavimento di casa mia? Ma come è entrato? Hai lasciato la porta
aperta, Olivia..Poteva almeno mettersi sul divano! Ma se è morto? Poteva almeno morire sul divano…

Non è un morto di mia “competenza”, pensa Olivia, forse “appartiene” a qualcuno dei vicini.
Invece di chiamare la polizia, si mette in testa di andare dai vicini a chiedere se il morto, per caso, è loro.
Come se, invece di un morto, avesse scoperto nel suo soggiorno un gatto intrufolatosi per caso nel suo appartamento.
Decide quindi di andare a bussare alla porta di ognuno dei suoi condomini, entrando in contatto con storie e persone inattese.

Dora, la seconda protagonista del romanzo, è una precaria di trent’anni, che vive con un fratello che consegna le pizze a domicilio e che odia il genere umano.
Dora ha fatto un errore.
Ha letto “Il deserto dei Tartari”.

[..] ormai non riesce a tenere il culo sulla stessa sedia per più di tre mesi senza sentirsi lì, su uno degli avamposti della Fortezza Bastiani. Si sente che la stanno fregando perchè non arriverà nessun Tartaro, nessuno, e allora lei non ci resta alle dipendenze di quell’idiota del signor Bellasi, che non sa neanche cos’è, lui, la Fortezza Bastiani.”

Fosse un verbo, Dora sarebbe un condizionale . Vorrebbe scrivere un libro “come la metà degli abitanti del pianeta terra”, ma in cuor suo spera “che gli arrivi a casa uno di questi giorni già pubblicato e anche impacchettato con i compliementi dell’editore”

Dora desidera continuamente fare qualcosa che non ha il coraggio di fare. Tipo non ripresentarsi in ufficio dopo la pausa pranzo, lasciando sulla sua scrivania, a mo’ di ultimo messaggio per il suo deprimente capo ufficio un bel disegno “con un gran bel dito medio alzato che svetta su una mano chiusa a pugno.”
Mentre si inebria in questa fantasticheria e si gasa nei confronti del suo capo, insultandolo mentalmente ( “stronzo incravattato”, “sottospecie di decerebrato”) riceve una telefonata proprio da lui e così gli risponde:

“Pronto ? Buon giorno, signor Bellasi, mi dica. Sì d’accordo, lo faccio subito. A dopo”.

E sì che tra i suoi sogni di donna un po’ Fantozzi, un po’ Malussene c’è anche questo, che confida al fratello :
“Quando squilla il telefono immagino di rispondergli “Stronzo?” con l’intonazione con cui direi “Pronto?”. Poi non lo faccio, per fortuna, ma fino all’istante prima in cui apro la bocca per emettere suono sono sicura che glielo dirò! Un incubo, non posso andare avanti così…”

Ma la stralunata Olivia e la velleitaria Dora non sono che le prime attrici del romanzo.

Perchè, come ho detto sopra, il libro è un caleidoscopio.

Non solo ci sono infinite variazioni di registro, ma appaiono sempre nuove figure, descritte in maniera incisiva e vivacissima.

Come l’antropologo Victor Luiz Pereira, vicino di casa di Olivia, che fuma cinquantanove sigarette al giorno, la cui casa sembra “un tempio in rovina” con le cataste di libri che oscillano dappertutto, pronte a sgretolarsi al primo tocco.

“Victor Luiz Pereira ha i capelli bianchi e gli occhi verdi. E’ l’uomo più vanitoso della città [...]
Ogni mattina si alza alle sette, si schiarisce la voce, si accende la prima Belmont della giornata e pronuncia un nome di donna, dicendo: ‘è un buon nome per il mio romanzo’. Quasi sempre è il nome della donna che la sera prima lo ha accompagnato a casa”

Oppure come Arda Cavallini, la “grassa locandiera” del Caimano Triste, il caffè frequentato da Victor.

“…Una donna d’altri tempi, sebbene non sia chiaro quali. Ha polpacci che sembrano lì lì per esplodere, trattenuti dalle calze a rete grossa, rigorosamente bianche, come la camicetta con le maniche a sbuffo, che la fa sembrare una Biancaneve grassa, espansa, dalla consistenza della pasta del pane.[..] Cammina instancabile su e giù per la cucina, ancheggiando pericolosamente come solo certe femmine sanno fare[...] E’ una donna con molte attrattive: le mani corte sempre infarinate e imburrate, il grembiule strizzato sul seno sconfinato e quel nome quel nome …Arda. Una sirena erotica, un nome grasso, rotondo, da affondarci dentro la testa”.

Ma ci sono anche una centenaria dai poteri paranormali, tre fratelli malavitosi, un decoratore cileno che nasconde un segreto nella vasca da bagno…

anti2Non so se il libro si trovi in tutte le librerie, ma se non lo trovate, ordinatelo via internet.
Credo che ne rimarrete sorpresi, divertiti, deliziati.

“Dove vanno le iguane quando piove” è un romanzo, colorato, rumoroso, imprevedibile, molto “cinematografico”.

Una lettura diversa dalle solite, ma anche, grazie ai suoi continui cambi di registro e al linguaggio, una piccola lezione di stile.

VIAGGI
8 luglio 2009
Dovete andare in un paese lontano? Ecco come informarsi attraverso il Web per evitare di trovarsi nel pieno di un epidemia!

( Dimenticare Buenos Aires ).

baires2

A giorni avrei dovuto partire per l’Argentina  per un breve soggiorno turistico.

Apprendo  che in quel paese infuria le febbre suina.

Consulto il sito dell’Oms e trovo  le statistiche(aggiornamento 6 luglio) : 95000 casi nel mondo, 429 morti fino ad oggi, uno  ogni 220 casi.

La situazione peggiore è proprio in Argentina (  report del 5 luglio del  Ministero de Salud locale)  e in particolare a Buenos Aires :

-779 casi con 42 morti , un morto ogni 18 casi!

Decido di rinunciare. Mi metto in contatto con Farnesina e Ministero della Salute e chiedo perchè non stiano sconsigliando il viaggio, come fatto due mesi fa per il Messico , quando la situazione lì era identica a quella attuale dell’Argentina per numero di morti su numero globale di infettati.

Arriva la risposta della Farnesina. Mi dicono che per l’Argentina

“non ci sono restrizioni ai viaggi, se non nel caso di persone che, a detta del proprio medico riportano particolari patologie da non esporsi al rischio di qualsiasi tipo d’influenza.”.

Stamattina arriva anche la risposta del Ministero della salute:

L’Oms ,nonostante la situazione in Argentina, non sconsiglia a persone sane di recarsi volontariamente in tale paese.In ogni caso spetta al Ministero degli Esteri la competenza in materia .Il nostro Dicastero tutela la salute pubblica in Italia e segue ovviamente le indicazioni dell’OMS.

Sui media italiani, nel frattempo,  di questa situazione, con piccole eccezioni,  non si parla per niente.

Eppure il Ministro della salute argentino si è appena dimesso proprio perchè il Governo aveva minimizzato la questione.

E i giornali argentini, che leggo tramite internet , parlano ogni giorno di questa vicenda con toni allarmati.

Addirittura il Governo, leggo sul Clarin,  decide di mettere in ferie al venerdì gli impiegati (El Gobierno decidió dar asueto el viernes a los empleados de la administración pública nacional) nella speranza che evitino il contatto tra loro  per qualche giorno alcuni dei potenziali untori e delle potenziali vittime del contagio.

Buenos-AiresInsomma sapete che vi dico?

Se dovete andare in Argentina e soprattutto a Bueno Aires, informatevi bene prima di partire

POLITICA
17 giugno 2009
Berlusconi a donne, D’Alema a farfalle, il paese a… puttane.

bandanaUna piccola e breve considerazione.

Vorrei riassumere qui la mia sensazione su quello che sta accadendo in questo paese.

La situazione, come diceva Flaiano, è grave, ma non è seria.

Il paese è in gravi difficoltà.

Potrebbe approfittare della crisi per cercare soluzioni nuove e strutturali.

Non è il momento delle soluzioni tampone, delle pezze a colore.

Vale veramente la pena di fare lo sforzo per trasformare il Paese, cercando di farlo uscire dalla stagnazione in cui si è cacciato da moltissimo tempo a questa parte.

Purtroppo le riforme veramente incisive e importanti, quelle che potrebbero modificare l’assetto e il funzionamento delle istituzioni , migliorare l’agilità e l’efficienza della cosa pubblica o si fanno ad ampia maggioranza o non si fanno.

Quindi, come a tutti è possibile constatare, non si fanno.

Berlusconi sembra sempre alla ricerca di pretesti per chiudere il dialogo con l’opposizione.

“Impossibile dialogare con chi mi attacca personalmente” , questa frase è ormai diventata il suo mantra.

D’altronde è difficile avere un dialogo disteso con l’opposizione quando si considerano urgenze del paese i propri interessi ( lodo Alfano) e le proprie allergie ( legge sulle intercettazioni).

Difficile, poi, non storcere il naso per l’immagine che il premier dà di sè  e del paese che lo rappresenta con i suoi atteggiamenti ossessivi da vecchio ganimede

d'alema2L’opposizione , a sua volta , invece di incalzare il Governo sui problemi reali del paese,  spesso va a farfalle, come ha fatto recentemente D’Alema fantasticando  di “scosse”.

Con un risultato assai magro: gli elettori non hanno capito niente, gli addetti ai lavori hanno capito anche troppo, ma hanno fatto finta di non capire niente.

Utilità del tutto per il paese uguale a zero, anzi, come le temperature invernali in Siberia: meno 42.

berlusca paese a puttane

POLITICA
13 giugno 2009
Silvio e Muammar, la nuova coppia ( ma chi è il comico e chi è la spalla?)- Cronache di un nuovo servilismo.

gheddafi-silvio1

Volge al termine la visita di Stato di Gheddafi.

Con vero sollievo per tutti.

E’ vero, molti decenni fa, il nostro paese si è comportato malissimo con il suo. E lui è venuto in Italia per rinfacciarcelo.

Il fatto che si sia presentato con una foto di un martire della resistenza libica non mi ha turbato.

Sia pure quasi cento anni fa, il nostro Paese ha sbagliato, sia pure arrivando per ultimo tra le grandi potenze al banchetto delle invasioni coloniali.

Che il rappresentante di quel popolo venga in Italia con il proposito scoperto di sottolineare quel sopruso, ci può anche  stare.

Ma il resto?

Per tre giorni il colonnello è stato ricevuto dappertutto, accolto come un re e ossequiato da tutti.

In ogni occasione si è presentato in ritardo di almeno un’ora ,  pare per la necessità di presentarsi con un’abito diverso- o dovremmo dire costume?- ad ogni “recita”.

Ha parlato in ogni occasione, ascoltato come un oracolo, anche quando diceva corbellerie grandi quanto una casa.

Tutti intorno a lui sembravano preoccupati di assecondarlo. Interessi economici enormi ( si è parlato di commesse in Libia per le imprese italiane per l’ammontare di 20 miliardi) l’accordo sui respingimenti : troppi interessi in gioco per potersi permettere di scontentare il colonnello.

Hai visto mai che si offende e se ne va sbattendo la porta?

Abbiamo così assistito ad un vero contrappasso.

Fummo potenza coloniale e trattammo i libici come sottoposti.

Adesso arriva questo e tratta noi come gli italiani hanno trattato i libici.

gheddafi5Insomma la colonia siamo noi.

Poi ieri sera l’apoteosi della maleducazione.

Il colonnello è atteso alla Camera alle 17,  ma alle 19 non solo non è arrivato, ma non ha avvertito del suo ritardo. Come se fossero tutti a sua disposizione.

Sul ritardo ha poi dato versioni contrastanti: stavo male, stavo pregando.

Tutte cavolate. Poco dopo la “buca” data a Fini, il colonnello si è tolto lo sfizio di fare una passeggiata nel centro di Roma, seguito dal codazzo delle sue amazzoni e degli agenti dei servizi segreti libici.

Insomma ha fatto bene Fini a “rinunciare” all’onore di incontrarlo.

Un’ultima annotazione per il premier e i giornali che lo fiancheggiano: cosa avreste detto se le cose dette da Gheddafi ( “gli Usa come Bin Laden”) le avesse dette al Parlamento un qualsiasi leader politico italiano?

caruso01gProvate a immaginare che ne so? Francesco Caruso, il leader noglobal eletto con Rifondazione Comunista che fa un’affermazione del genere. Apriti cielo! Articolesse indignate, sferzanti corsivi, linciaggi mediatici di ogni genere e grado.

Le stesse cose le dice Gheddafi e che succede? Si minimizza, in nome della ragion di stato.

E’ proprio vero: ormai la Libia siamo noi.

Meno male che Gianfranco c’è , tocca dire.

Almeno lui è riuscito, unico tra tutti i maggiorenti di questa penosa Repubblica, a lanciare un segnale diverso , a dare una risposta dignitosa.

Nella tarda  serata, in compenso, per riequilibrare il comportamento di Fini, il nostro Premier è corso a Villa Pamphili e si è infilato per mezz’ora buona sotto la tenda.

Non si sa mai…


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POLITICA
3 giugno 2009
Berlusca-quiz: Chi vota per Silvio? Elenco delle vittime del suo "fascino" ( alcune anche sane di mente)
Capisco chi vota Berlusconi

ESSENDO

Uno dei suoi figli ( ma già sulle mogli non giurerei)

Una velina in carriera

Un menestrello di stato che prende aerei di stato

Un esportatore di capitali all’estero

Un imprenditore disinvolto

Un antiquario di Via dei Coronari

Un gioielliere o un gelatataio di porto Rotondo

Un chirurgo per il trapianto di capelli

Un chirurgo plastico

Un venditore di cactus

Un avvocaticchio diventato Presidente del Senato

Un giornalista pagato da lui ( e nemmeno tutti)

Un evasore fiscale

Un aficionado degli abusi edilizi

Uno che guarda solo il tg 4, il tg2, il tg1 e Studio Aperto

Uno che legge solo il Giornale o Libero

Un caso umano ( Sandro Bondi)

Una ballerina di flamenco che prende i voli di stato insieme con i menetrelli di stato

Il cuoco Michele

Le Velone Grate come Daniela Santanchè e Maria Giovanna Maglie.


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POLITICA
2 giugno 2009
Veronica e i servi del Re ( la trave e la pagliuzza)
31 dicembre 1986 (ore 20,52)
Marcello Dell'Utri parla con Berlusconi.
B: Iniziamo male l'anno!
D
. Perché male?
B. Perché dovevano venire due di Drive In e ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori della grazia di Dio!.
 D. Ah! Ma che te ne frega di Drive Inn?
B.
Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l'anno, non si scopa più!
D.
Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!

Un mese prima : dialogo tra Fedele Confalonieri e Marcello Dell'Utri.
Parlano di Veronica
Fedele : Guarda, ha fatto una scena di gelosia stasera, che era commovente. Io mi sono commosso per Silvio!
D: (Ride)
Fedele:Davvero, ho detto: guarda che bello avere cinquant'anni ed avere ancora delle scene di gelosia!
D. Il massimo della gratificazione!

Insomma siamo nel 1986. Berlusconi, allora cinquantenne, ha da pochi anni sposato Miriam Bertolini, in arte Veronica Lario, e ne ha già avuto due filgli.
Ma, come dimostrano queste intercettazioni, il Cavaliere corre instancabilmente la cavallina.

Maggio 2009 Dopo decenni di tradimenti, Veronica decide che ne ha abbastanza e molla Silvio, nella maniera più clamorosa possibile, punendolo nel modo più pesante, cioè nella cosa a cui tiene di più, la sua immagine.
I giornali del premier si lanciano contro di lei per sbranarla.
La colpa è sua.
Ha pazientato per anni.
Perchè smettere proprio adesso?
Ragionano così i servi del re.
I

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30 maggio 2009
Credere a Babbo Natale, a Vanna Marchi e a..Silvio Berlusconi ( commento politicamente scorretto)

vanna marchiLa sinistra accusa gli italiani che votano Berlusconi di esserne abbindolati, grazie alla complicità dei corifei di regime ( in particolare televisivi)

Grande scandalo degli scribacchini di destra che accusano la sinistra di essere politicamente scorretta : "Credete che gli italiani siano imbecilli?".

Risposta degli scribacchini di sinistra: "Ma non vedete quello che pensano all'estero del nostro mediocre premier?"

Risposta degli scribacchini di destra: " Per forza: siete voi che li abbindolate 

Risposta degli scribacchini di sinistra: "Siete politicamente scorretti: credete che gli scribacchini stranieri siano degli imbecilli?"

E così troniamo come nel gioco dell'oca al punto di partenza: l'imbecillità di chi la pensa diversamente da te.

Onestamente, che palle! Ma che palle anche il politicamente corretto!

E ' una maschera che mi sto stufando di indossare.
Quanto è più riposante abbandonare le cautele del politicamente corretto e uscire allo scoperto!

Esco allo scoperto e dico quello che penso: trovo incredibile che qualcuno voti per Berlusconi.

Troverei più plausibile un voto per VANNA MARCHI.

Penso che votino per lui moltissimi ingenui, moltissimi disinformati ( o pigri nel documentarsi) ed anche una grossa fetta di simpatizzanti per l'evasione fiscale e gli abusi edilizi.

Ah dimenticavo, anche una vasta schiera di suoi clientes di vario genere.

Aggiungo che è una valutazione che riguarda soprattutto LUI. Perchè un leader deve essere coerente e credibile e soprattutto in grado di convincere tutti che lavora per il bene comune e non per il proprio tornaconto elettorale, patrimoniale e giudiziario.

POLITICA
29 maggio 2009
Il culo sopra Berlino ( presa per): diamo il Nobel per la Pace a Silvio Berlusconi.

_cielo_sopra_berlinoIl Nobel? Uno scherzo?” Sul quotidiano berlinese Tagesspiegel è uscito  nella pagina degli editoriali un ritratto di Berlusconi carico di pungente ironia.

L’articolo informa i lettori della raccolta di firme avviata per iniziativa dei comitati guidati da Emanuele Verghini per proporre Berlusconi come Nobel per la pace.

“Uno scherzo? - si chiede sarcastico il giornale – No, per nulla. In un momento storico Berlusconi è riuscito a scongiurare il pericolo della terza guerra mondiale e ha salvato il mondo dall’olocausto nucleare “.

Poi il commento finale: “Di fronte a questi meriti certo non irrilevanti, le piccole, meschine polemiche sul caso-Noemi e sulle donne nelle liste elettorali potrebbero infine sparire”.

“Non risponde alle dieci domande”.
Il periodico spagnolo El diario Montanes invece torna sul caso delle dieci domande e afferma che La Repubblica ha “costretto il premier a chiudersi in casa senza rispondere alle domande e a ritirarsi dalla campagna elettorale per le elezioni europee”.

Il blog del Financial Times. Dopo l’attacco pubblicato ieri, oggi si riparla di Berlusconi nel Brussels blog di Tony Barber: il “vero peccato” del premier non ha a che vedere con la vicenda Noemi Letizia o con il caso Mills, ma con la sua cattiva gestione dell’economia italiana. Giudicando “sorprendente che non sia stato condannato per essere il peggior amministratore dell’economia italiana dal 1945?.



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POLITICA
2 maggio 2009
C'eravamo tanto odiati : tra Marco Travaglio e Paolo Guzzanti scoppia la pace?

guzzanti

Altra rissa in tvProtagonisti questa volta l’ex ministro della Salute, Livia Turco, e Fabrizio Corona,  entrambi ospiti a “Tetris“, l'ottima trasmissione  di Luca Telese su La7.

Tema della trasmissione la “nuova politica“o meglio il nuovo modo di selezionare la classe politica.

Al centro della discussione le candidature di veline, troniste, mezzibusti, di principi di sangue reali freschi vincitori di”Ballando con le stelle” .

Tutto è filato liscio fino a quando Telese non ha chiesto a Livia Turco se conoscesse Fabrizio Corona.

“No, non lo conosco”, ha risposto.

Piccata la risposta dell’interessato:”Ma lei come fa a fare politica, visto che non legge i giornali…?”.

“Io mi interesso dell’Italia che lavora!” ha reagito  l’ex ministro, che subito dopo si è alzata e se n’è andata, urlando “Ciarpame, solo ciarpame!”, vocabolo utilizzato proprio da Veronica Lario qualche giorno fa.

Altro momento interessante della trasmissione i continui sbaciucchiamenti  ( scusate il termine, ma non me ne viene uno migliore ) tra Marco Travaglio e Paolo Guzzanti.

Travaglio,ai tempi della Commissione Mitrokhin, aveva attaccato periodicamente Guzzanti,   dandogli, a seconda dell’umore della giornata o degli eventi,  del mentecatto visionario o del peracottaro.

Guzzanti da parte sua aveva risposto prima sfidando Travaglio ad un duello televisivo ( unica condizione : la parità dei tempi a disposizione e un arbitro imparziale)  poi chiamandolo, per essersi sotratto alla tenzone, Marconiglio o Coniglio Mannaro.

Ieri sera niente di tutto questo.

Tra i due è scoppiata la pace?

Non credo proprio. Gli insulti precedenti erano stati pesantissimi, difficile credere che i due si siano davvero riconciliati.

La verità molto più banalmente è un’altra.

Da quando Guzzanti si è “rinsavito”, accorgendosi, ahimè per lui molto tardi, delle caratteristiche umane e politiche del Sire di Arcore, le sue critiche, da ex berlusconiano, a Berlusconi risultano particolarmente credibili e quindi utili.

Insomma, mutatis mutandis,  forse gli accadrà quello che accadde a Montanelli negli ultimi anni della sua vita: considerato praticamente un fascista per i primi quarant’anni della sua carriera, finì per assurgere al ruolo di icona della sinistra ( con applausi a scena aperta ai Festival dell’Unità) non appena cominciò a prendere le distanza da Berlusconi,  per quasi 15 anni suo amico ed editore.

Perchè, ormai la politica italiana si è ridotta a questo: sostenitori di Berlusconi, avversari di Berlusconi.

Lui, cioè Berlusconi, ovviamente se la ride.

1 maggio 2009
Maria Giovanna Maglie attacca Veronica, Travaglio la fa a pezzi sull'Unità.

berlusca-donneIl cavaliere di Hardcore ( MARCO TRAVAGLIO- L’Unità-Primo magggio 09)

Chissà com’è stato il ritorno in ufficio del papà di Noemi dopo la festa per il 18° compleanno della ragazza con visita a sorpresa di Al Tappone, che lei chiama eloquentemente «papi».

Figurarsi i frizzi e lazzi dei colleghi: «Ciao papi», «Tutto bene in famiglia, papi?».

Il malcapitato è stato pure calunniatocome «vecchio autista di Craxi» (falso, ovviamente). Insomma una catastrofe, per il pover’uomo.

Per il Cavaliere di Hardcore invece lo scandalo delle selezioni per le Europee, decisamente più corrive di quelle per “Colpo Grosso”, è stato prontamente trasformato nell’ennesimo trionfo dalle tv e dalla stampa al seguito.

Che hanno evitato di collegarlo alle denunce di Guzzanti senior sulla «mignottocrazia» e alla notizia del padre di un’altra fanciulla che s’è dato fuoco dinanzi a Palazzo Grazioli perché la figlia s’è vista negare una candidatura promessa in cambio di non si sa bene cosa.

Da quando ha chiuso il Bagaglino e il ministero delle Pari Opportunità è in overbooking, i posti disponibili scarseggiano.

Checché ne dica «la signora », come papi chiama la moglie.

A strigliarla a dovere ha provveduto Maria Giovanna Maglie sull’apposito Giornale: «La First Lady in sonno… nemica della maggioranza degl’italiani», anziché «lasciarlo lavorare», «danneggia il premier e il governo ».

L’editoriale trasuda un trasporto sconfinato per papi. Il quale ora dovrebbe dare un cenno di gratitudine a Maria Giovanna, così bisognosa d’affetto.

Niente ministeri né sottosegretariati. Basterà un cenno, un buffetto,un anellino.

Conta il pensiero.

Suvvia, papi, faccia qualcosa anche per lei.

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